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ORME DI UNA CITTA' CHE SI MUOVE di Chiara Silvestri
Ar[Tr]acks_ Le tracce dell’arte “KINDERGARTEN_ L’arte come idea”“_ 9 maggio #12

Da Foligno a Berlino, dall’urban art all’arte povera, dal pop al minimale, dal concetto al progetto: ecco la carta d’identità di un duo artistico che sta animando le scene creative della nostra regione.

Artworks, installazioni, performance e video sono le creazioni attraverso cui si manifesta l’azione e l’intuizione artistica del duo Kindergarten. Una coppia professionale, Simona Molino e Matteo Lucidi, che opera dal 2008 e che da aprile 2012 si divide tra Foligno, loro città natale, e Berlino. Reduci dal grande successo del Padiglione Italia della 54esima Biennale d’arte di Venezia che si è svolta in Umbria a Palazzo Collicola, i Kindergarten stanno balzando all’attenzione come interessanti e versatili protagonisti del panorama dell’arte contemporanea umbra, e non solo. Numerose le partecipazioni
 a importanti festival italiani, come il XXXIII Festival Internazionale di Cinema e Donne di Firenze o il 64esimo Festival Internazionale del Cinema di Salerno 2011, e le esposizioni, sia a livello nazionale che internazionale (Londra, Bruxelles, Berlino). Il prossimo giugno torneranno a Palazzo Collicola, dove Gianluca Marziani li ha invitati nell’ambito della grande mostra di scultura +50, omaggio a “Sculture nella città” di Giovanni Carandente. Sempre per giugno è prevista la loro partecipazione a “CreATe” un progetto del Comune di Terni, con la curatela di Chiara Ronchini. In Umbria il loro nome è legato anche all’associazione culturale Attack, attiva dal 2004 sul territorio folignate e fortemente interessata alle dinamiche di sviluppo dell’arte urbana e della cultura street a livello nazionale e internazionale. La prima edizione dell’Attack Urban Art Festival, svoltasi a Foligno lo scorso settembre, è stata un importante risultato dell’intensa attività portata avanti dal collettivo artistico e finalizzata a creare una dinamica rete di contatti tra gli artisti del territorio, incrementando al tempo stesso il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini nei processi estetici ed evolutivi della realtà urbana. Con nomi come Hitnes, Ozmo, Ericailcane e Sten&Lex, Foligno, il suo centro storico, i sottopassaggi e i capannoni di ex fabbriche si sono trasformati in una galleria a cielo aperto, ospitando opere e performance di street e urban art, oltre a eventi espositivi, come la mostra Luminal, allestita nel Museo di Palazzo Trinci, con lavori di Kindergarten, 108, Achille, David Pompili, Piergiuseppe Pesce. Proprio nell’ambito dell’Attack Festival i Kindergarten sono stati autori (?) di un’opera dal titolo “Chi?”, realizzata dalla Scuola Napoletana dei Madonnari in piazza Matteotti a Foligno. Un’azione artistica che sintetizza l’idea di arte alla base dell’opera dei Kindergarten. Di chi è l’opera d’arte? Di chi la pensa o di chi la realizza? Portando avanti un progetto che spazia dalla scultura alle installazioni urbane, fino alla regia cinematografica, la ricerca dei Kindergarten trae origine e si sviluppa intorno all’idea. L’intuizione, il concetto, così come la progettazione dell’opera, costituisce l’aspetto dominante del loro processo creativo. La realizzazione delle opere, la loro creazione materiale non sono fondamentali: sono spesso tecnici e artigiani a realizzarle per loro. Lontani dai percorsi istituzionali e accademici dell’arte, la loro formazione spazia dalla pedagogia, all’architettura, alla regia. Focalizzati sulle tematiche dell’arte concettuale sviluppano un’indagine che li porta a essere alla continua ricerca di nuovi linguaggi, in grado di descrivere, manifestare ed esprimere il processo della creazione artistica. Ogni installazione, video, scultura o performance non è classificabile, né per materiali, né per tecniche, né per correnti. Dal ready made duchampiano, alle installazioni che rimandano ai lavori di Giulio Paolini, le loro matrici spaziano dalla cultura pop, rielaborata e ridotta in termini minimalistici, all’arte povera e concettuale. I materiali che costituiscono le opere dei Kindergarten possono essere buste di plastica e fogli di carta, oggetti reali e pensieri, nomi e disegni, sculture e riflessioni. La parodia, l’assurdo sono le sfumature intrinseche che si manifestano attraverso un’arte smaterializzata, viva nei concetti, o un’arte tangibile, visivamente impattante. I loro lavori sono il risultato di un’indagine della realtà che si muove su percorsi non prestabiliti, lontani dalla critica, pur affrontando spesso temi di natura sociale e antropologica, che lasciano prevalere l’aspetto ludico dell’arte, intesa e vissuta come gioco colto e serio. Straniante, ma senza volontà di meravigliare. Accattivante ma con l’intenzione di indurre all’analisi. Involontariamente provocatoria. 

www.kindergarten.name

    1. Timestamp: Mercoledì 2012/05/09 4:35:00